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Lo strega

LO STREGA

 

 “La cultura è l’essenza dell’uomo” ebbe a dire Immanuel Kant. Occorre non dimenticare da dove si è partiti e sapere che le nostre radici storiche, culturali e politiche non vanno disconosciute.

 Negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare della Grecia, lo Stato canaglia sull’orlo del fallimento potrebbe sconvolgere l’assetto dell’UE, lo spettro del ritorno alle valute nazionali si aggira per l’Europa gettando in uno stato di perenne trepidazione i governi nazionali, i mercati e le istituzioni europee.

 Piperno è uno scrittore vero, finalmente lo Strega ha premiato i contenuti di un narratore di razza il cui stile si è forgiato sulla mola di letture importantissime : insegna letteratura francese e la Recherche di Marcel Proust, assieme ai classici della letteratura europea, è il suo riferimento più alto.

Nato a Roma nel 1947 il premio Strega è figlio di Maria e Goffredo Bellonci, personalità particolarissime della narrativa italiana. La Bellonci vinse il premio da essa fondato nel 1985, con Rinascimento privato. Libro intenso e sontuoso fatto di azioni e meditazioni, di passioni gridate e di silenzi, di storia e di destini, la cui protagonista è Isabella d’Este, divenuta marchesa di Mantova dopo il matrimonio con Francesco Gonzaga, sullo sfondo il clima culturale del XV e XVI secolo.

Nel corso degli anni il premio è divenuto il crocevia culturale ed esistenziale di numerosi artisti della penna, tra cui mi preme ricordare Ennio Flaiano il vincitore della prima edizione con Tempo di uccidere (1947) e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che se lo aggiudicò con Il Gattopardo nel 1959. Capolavoro di insuperata grandezza, fu esaltato dall’estro del regista Luchino Visconti il quale creò un’immagine dell’aristocrazia siciliana alla vigilia dell’unita d’Italia.

Altri vincitori furono: Giorgio Bassani, Elsa Morante, Dino Buzzati, Alberto Moravia, Mario Soldati, Raffaele La Capria, Primo Levi, Natalia Ginzburg, Dacia Maraini, Enzo Siciliano, Umberto Eco, Pietro Citati. Nomi eccellenti della letteratura italiana, i quali hanno avuto il merito di incidere la carne del “secolo breve”.

Nel 1950 a vincere lo Strega fu Cesare Pavese con La luna e i falò. Pavese fu scrittore e poeta, la cui vicenda esistenziale lo ha reso una figura complessa del panorama culturale italiano. L’opera letteraria e le vicende esistenziali hanno formato un intreccio unico e indissolubile. Pavese, specializzato in letteratura angloamericana, iniziò molto presto l’attività di traduttore di autori statunitensi e di classici inglesi (strepitosa la traduzione di Moby Dick di Melville) ed ebbe il merito, con Elio Vittorini, di introdurre e divulgare la cultura americana attraverso la rivista “Cultura” di cui era direttore, molto si deve all’attività svolta all’Einaudi di Torino. Ho citato Pavese perchè un mese dopo aver vinto lo Strega si tolse la vita, sotto il peso di una depressione a lungo combattuta negli anni, cedendo a quello che aveva chiamato il “vizio assurdo”. La coincidenza della sua morte, avvenuta all’hotel Roma di Torino, con la vittoria dello Strega suscita interesse e curiosità : dopo aver ricevuto un grande riconoscimento, la dipartita solitaria in una stanza d’albergo. C’è qualcosa di ultimativo nelle grandi gioie, una sensazione impalpabile, riposta, lontana e vicina allo stesso tempo, inconoscibile. Anche Pavese, sessantadue anni fa, fu “stregato”, poi pose fine alla sua esistenza. Nel 1951 verrà pubblicata postuma la raccolta poetica, verrà la morte e avrà i tuoi occhi. E’ il primo verso di una poesia struggente :

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti

Cala il sipario sulla suggestiva cornice del ninfeo di Villa Giulia, complimenti vivissimi ad Alessandro Piperno. Per lo Strega il 2012 appartiene agli “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi” (Mondadori)

Pubblicazioni

12-07-2012 sul portale di attualità, informazione e cultura www.ukizero.com 

Pubblicato da amicoproust

Giuseppe Cetorelli nasce a Roma il 10-07-1982. Compie studi tecnici e musicali. Si laurea in filosofia nel 2007 e consegue il diploma di sax in conservatorio. Appassionato di letteratura e filosofia, scrive racconti, testi per il teatro e recensioni musicali. Autore della raccolta di racconti "Camminando fra gli uomini" ha poi pubblicato un racconto in un volume collettaneo: "Il reduce" - Selenophilia (ukizero) edito da Alter Erebus. È fondatore e amministratore del blog letterario e filosofico www.amicoproust.altervista.org. È redattore del portale di attualità, informazione e cultura ukizero.com ed elzevirista de ilquorum.it. Ha rilasciato un'intervista ai redattori di occhioche.it, quotidiano online. È presente nel catalogo della rivista "Poeti e Poesia" con il racconto "Il Restauratore". È stato presidente e vicepresidente di un'associazione musicale, ha insegnato discipline musicali presso varie scuole private della regione Lazio. I suoi vasti interessi culturali e la propensione all'interdisciplinarietà lo hanno innalzato a vivace promotore di iniziative nei campi dell'arte e della letteratura.