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Ricordi

 RICORDI

 

 

 

Gli obblighi di leva mi costrinsero a partire e mio padre pianse, il giorno che mi vide salire sul treno alla volta di Pesaro. Era il 2002 ed eravamo alla stazione Termini di Roma, quella fu la prima volta che vidi piangere mio padre, fu un istante improvviso e fugace che gli trasfigurò il volto, per me fu sorprendente dacché mi colse impreparato, ero impreparato al pianto di mio padre. Quell’immagine mi accompagnerà per tutta la vita poiché è proprio in quel momento rivelatore che l’aspetto più dolce e tenero di mio padre, che peraltro credevo incapace di manifestazioni emotive cosi plateali, emerse con tutta la sua forza, forse quell’episodio mi permise di conoscerlo per la prima volta. Lo criticavo per i suoi modi talvolta bruschi che ne denunciavano il carattere, forgiato da mille traversie, da ricordi negativi, insomma dai marosi della vita.

Avevo quasi vent’anni, sufficientemente inesperto della vita, e mai come in quei pochi istanti mi sentì abbracciato dall’amore paterno, le sue lacrime e quelle di mia madre il giorno del giuramento mi fecero sentire amato. Vorrei che i miei genitori vivessero per sempre, sembra un desiderio condivisibile da molti e, per questo quasi banale ma io lo vorrei davvero. Alberto Bevilacqua con la sua poetica e la costante presenza nei suoi versi del volto materno, ci ha consegnato l’immagine di come una madre possa stabilire un rapporto talmente solido e compenetrante con il proprio figlio da trionfare sulla morte. Pier Paolo Pasolini prima di Bevilacqua dedicò a sua madre una struggente poesia, innodica, dal titolo rappresentativo Supplica a mia madre, laddove a emergere non è semplicemente l’amore filiale e materno, ma un trasporto sentimentale senza confini.

Pasolini identifica l’amore materno con la forma più alta d’amore intemerato, scevro da elementi estranei alla purezza, sostenendo che, come avviene nella teologia classica, solo chi ama veramente è in grado di vedere l’altro per quello che è e non per come appare (amore gnoseologico). Lo sguardo che Dio rivolge all’umanità è uno sguardo di amore assoluto, infinito, che la letteratura e la poesia assimilano a quello che una madre regala ai propri figli, disinteressatamente.

Italo Svevo dedica il quarto capitolo della coscienza di Zeno alla morte di suo padre con il quale ebbe un rapporto burrascoso, edulcorato dall’incipiente trapasso.

Franz Kafka scrisse una lettera-confessione al padre, non fu mai recapitata al destinatario, il testo divenne un classico della letteratura del Novecento. Imperniato sulla tematica di un padre pragmatico, incapace di riconoscere nel figlio l’innato talento artistico, intenzionato a plasmarne le inclinazioni naturali, tenta di imbrigliarlo nel reticolo della mera praticità. J.J. Rousseau dopo aver messo sotto i torchi l‘Emilio o dell’educazione, sommo trattato di pedagogia, rinchiuse in un brefotrofio i suoi cinque figli, avuti da una cameriera, giustificando il suo snaturato atto con il facile alibi dell’inadeguatezza personale.

Esiste altresì una letteratura oscura, incentrata sul parricidio: l’Edipo Re di Sofocle, i Fratelli Karamazov di Dostoevskij, l’Amleto di Shakespeare. In conclusione, prescindendo dai riferimenti letterari, quello che abbiamo di più caro ci respira accanto. Prestiamo attenzione ai veri tesori della nostra esistenza.

Pubblicato da amicoproust

Giuseppe Cetorelli nasce a Roma il 10-07-1982. Compie studi tecnici e musicali. Si laurea in filosofia nel 2007 e consegue il diploma di sax in conservatorio. Appassionato di letteratura e filosofia, scrive racconti, testi per il teatro e recensioni musicali. Autore della raccolta di racconti "Camminando fra gli uomini" ha poi pubblicato un racconto in un volume collettaneo: "Il reduce" - Selenophilia (ukizero) edito da Alter Erebus. È fondatore e amministratore del blog letterario e filosofico www.amicoproust.altervista.org. È redattore del portale di attualità, informazione e cultura ukizero.com ed elzevirista de ilquorum.it. Ha rilasciato un'intervista ai redattori di occhioche.it, quotidiano online. È presente nel catalogo della rivista "Poeti e Poesia" con il racconto "Il Restauratore". È stato presidente e vicepresidente di un'associazione musicale, ha insegnato discipline musicali presso varie scuole private della regione Lazio. I suoi vasti interessi culturali e la propensione all'interdisciplinarietà lo hanno innalzato a vivace promotore di iniziative nei campi dell'arte e della letteratura.