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Sei nella vita piena

SEI NELLA VITA PIENA

 

 

 

Il 31 agosto è mancato il cardinale Carlo Maria Martini, ex arcivescovo di Milano. Figura emblematica del cattolicesimo contemporaneo, raffinato biblista, uomo del dialogo con le altre religioni e con i non credenti.

E’ stato un uomo di Dio…” ha scritto Benedetto XVI nel messaggio di cordoglio letto dall’arciprete di San Pietro Angelo Comastri.

Fra le tante immagini che affollano la mia memoria ce ne una che emerge rutilante, come un’alba. E’ una foto che ritrae il cardinale Carlo Maria Martini con il Papa Giovanni Paolo II, segnato dalla malattia e prossimo alla fine. La sorte di questi due servitori di Dio è stata quella di testimoniare la sofferenza e la presa tenace che occorre esercitare sulla vita, anche se nel novero delle possibilità c’è “l’inferno” del dolore e dell’atavico timore del patimento, percepito come inutile aggravio prima della morte.

Il volto sofferente, il passo incerto, la voce frantumata, le infermità del corpo non hanno impedito al cardinal Martini di approssimarsi con passo deciso e consapevole verso quell’ultima soglia che ogni uomo dovrà attraversare. Ci ha insegnato con la vita che la morte non è solitudine definitiva, perché è proprio questo che l’uomo teme più di ogni altro: la solitudine definitiva. La paura dell’inquietudine e della sospensione della propria essenza che non può essere superata razionalmente. Oltre quella soglia il cardinal Martini ha sempre scorto quello per cui è vissuto : la pienezza, la totalità, la luce, l’abbraccio di ciò che vibra dal principio. Ha sempre ritenuto che la morte, come siamo adusi a vederla, non si identifica nel corpo esanime e cereo di un estinto ma è semplicemente un passaggio, un ponte che dà accesso alla vita vera.

La dimensione beata dove si è immersi nell’Amore eterno da cui siamo partiti, questo è il luogo a cui noi tutti siamo destinati e vi si accede solo mediante la morte.

Sbagliamo nell’accostare alla morte, sia pure su un piano meramente riflessivo, la solitudine. La solitudine post-mortem che Carlo Maria Martini ci ha descritto, è una solitudine piena d’amore : laddove nessuna voce umana può più raggiungerci, Egli è lì. Nel cuore della morte c’è la vita e l’amore abita nel cuore di essa. Questo è stato il messaggio della sua esistenza, condotta sempre all’insegna dell’essenziale e illuminata costantemente da quella luce. “E’ stato un uomo di Dio che non solo ha studiato la Sacra Scrittura, ma l’ha amata intensamente, ne ha fatto la luce della sua vita, perché tutto fosse ad maiorem dei gloriam, per la maggior gloria di Dio”. Questo è il messaggio di Benedetto XVI letto dal cardinale arciprete di San Pietro e vicario del Pontefice per la Città del Vaticano Angelo Comastri.

Nella luce del Risorto, garante del tuo compiuto destino, sappiamo dove sei. Sei nella vita piena, sei con noi”. Così l’arcivescovo di Milano Angelo Scola ha salutato il suo grande predecessore.

Molto vicino alle ragioni del Concilio riteneva la Chiesa sclerotizzata e impreparata ad affrontare un mondo in progressiva trasformazione : “ La mia educazione religiosa, catechistica e teologica è tutta preconciliare. Il sistema era molto organico, privo di fantasia e di creatività. Potrei definire l’insieme – non vorrei che l’aggettivo fosse inteso male – un po’ noioso, pesante, un po’ ripetitivo, senza scioltezza. Il Concilio fu un momento straordinario, per me personalmente e per tanti, forse quello più bello della mia vita, quello in cui si poteva ripensare, rilanciare e riproporre, in cui si sentiva vibrare una scioltezza, una libertà di parola, una capacità di penetrazione nuova (…) In tanti di noi c’era davvero un desiderio di maggiore autenticità, verità, povertà, umiltà nella chiesa: via gli onori, via tutte le pomposità, via tutti gli orpelli. Purtroppo questo produsse delle esagerazioni o delle fughe in avanti dolorose, ma Papa Paolo VI riuscì con il suo equilibrio a tenere la situazione in pugno”.

Divenne arcivescovo a sorpresa : “Giovanni Paolo II mi nominò arcivescovo di Milano con mia grande sorpresa, dal momento che ero appena stato nominato rettore della Pontificia Università Gregoriana. Inoltre caddi dalle nuvole, perché come gesuita non avevo mai pensato a un simile sbocco. Partii per Milano, obbedendo al papa e con la sola fiducia nella parola di Dio. Sapevo che in qualche modo la Parola mi avrebbe aiutato, mi avrebbe parlato, mi avrebbe suggerito ciò che dovevo dire. Naturalmente non avevo la minima idea di che cosa volesse dire essere vescovo. I gesuiti fanno il voto di non diventarlo e avevo comunicato al papa stesso questa difficoltà. Lui, però, rispondendomi, la superò e mi disse: “Bisogna andare avanti”. E io andai avanti, senza sapere da che parte muovermi! Ricordo che programmai l’ingresso in Milano come un cammino a piedi per la città fino alla cattedrale, con il Vangelo in mano”.

Al funerale hanno partecipato migliaia di persone: dal Presidente del Consiglio alla gente semplice, uniti in un solo pianto. La salma è stata tumulata nella navata sinistra del Duomo, ai piedi dell’altare della Croce di San Carlo Borromeo.

 Pubblicazioni

07 – 09 – 2012 sul portale di attualità, informazione e cultura www.ukizero.com

Pubblicato da amicoproust

Giuseppe Cetorelli nasce a Roma il 10-07-1982. Compie studi tecnici e musicali. Si laurea in filosofia nel 2007 e consegue il diploma di sax in conservatorio. Appassionato di letteratura e filosofia, scrive racconti, testi per il teatro e recensioni musicali. Autore della raccolta di racconti "Camminando fra gli uomini" ha poi pubblicato un racconto in un volume collettaneo: "Il reduce" - Selenophilia (ukizero) edito da Alter Erebus. È fondatore e amministratore del blog letterario e filosofico www.amicoproust.altervista.org. È redattore del portale di attualità, informazione e cultura ukizero.com ed elzevirista de ilquorum.it. Ha rilasciato un'intervista ai redattori di occhioche.it, quotidiano online. È presente nel catalogo della rivista "Poeti e Poesia" con il racconto "Il Restauratore". È stato presidente e vicepresidente di un'associazione musicale, ha insegnato discipline musicali presso varie scuole private della regione Lazio. I suoi vasti interessi culturali e la propensione all'interdisciplinarietà lo hanno innalzato a vivace promotore di iniziative nei campi dell'arte e della letteratura.